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Provinciale 67: strada insicura e pericolosa, troppi incidenti

Preoccupata per il grave degrado in cui versa la strada provinciale 67 che collega i comuni di Arbus e Gonnosfanadiga la consigliera comunale Emanuela Paschino del gruppo “Svolta per Arbus” chiede con una lettera inviata direttamente al Commissario straordinario della Provincia del Medio Campidano Tiziana Ledda interventi urgenti affinché si ponga in sicurezza questa arteria che collega il centro minerario ai centri del circondario e del cagliaritano. «Il manto stradale, infatti», denuncia la consigliera Paschino, «presenta numerosi dislivelli e buche determinate dall’usura e dalle intemperie e la segnaletica orizzontale di mezzeria e quella ai margini è totalmente inesistente in palese violazione alla normativa prevista dal codice della strada. Ne consegue l’elevata pericolosità per chi percorre la strada in oggetto: pericolosità che si acuisce nelle ore serali e con la pioggia». «Pertanto», conclude la consigliera, «chiedo vengano effettuati gli accertamenti volti ad eseguire con la massima urgenza i lavori di manutenzione tesi a porre in sicurezza la strada in oggetto e prevenire ed eliminare così i gravi pericoli che minacciano l’incolumità di chi la percorre». Una denuncia, quella della consigliera Paschino, che va ad aggiungersi a quelle di chi ogni giorno nella massima “insicurezza e pericolosità” utilizza questa importante arteria aperta al traffico quasi cinquant’anni fa come strada consortile successivamente elevata a rango di strada provinciale. Un grido d’allarme sinora inascoltato. Quattro croci e decine e decine di incidenti più o meno gravi sono il “macabro bottino” della Arbus–Gonnosfanadiga. Traffico monitorato: nel periodo invernale, nei due sensi di marcia, circa 2.000 passaggi giornalieri, almeno il doppio nel periodo estivo quando il flusso turistico utilizza la S. P. 67 anche per raggiungere le marine dell’arburese e dell’iglesiente. I punti critici e forti elementi di pericolo non mancano nei 9,500 km che separano i due grossi centri: guard rail abbattuti o del tutto inesistenti o privi, dove esistono, degli utilissimi catarifrangenti. Incomprensibili e illogiche le motivazioni che continuano a classificare semplici strade di penetrazione agraria, poco più di viottoli di campagna, come strade con pari diritto di precedenza con l’arteria principale. Ciò farebbe supporre un personale codice della strada provinciale. Cosa in Italia assolutamente inverosimile. Uno degli elementi, questo, di maggior pericolo facilmente eliminabile solo se venissero, le stesse, declassate a strade secondarie. Il tutto a costo zero. Solo con un minimo di logica e di buon senso! Gianni Vacca ...

Una jazz band da identificare

Chi ha detto che Serramanna non possiede una storia musicale tutta da ricostruire? Questa volta attingiamo dalla monumentale disponibilità dell’archivio storico di Elvio Incani, decano dei fotografi serramannesi. Si tratta di uno dei primissimi suoi scatti risalenti agli esordi di una carriera professionale lunga più di mezzo secolo. Appaiono due compaesani, una formazione minima, batteria e fisarmonica, molto originale. Probabilmente suonavano per gli amici, per loro stessi o durante qualche festa, quelle che ancora si svolgevano in casa. Lo spazio circostante infatti non è propriamente quello di uno studio musicale. Però si riconosce un amplificatore probabilmente artigianale. Ci si arrangiava; fantasia e creatività erano qualità diffuse. Anche la coreografia Jazz Band lascia intendere qualcosa di particolarmente vissuto. Oggi non sappiamo molto del loro passato musicale; se attraverso questo giornale potessimo conoscere la loro storia avremmo a disposizione qualcosa in più sul nostro passato da tramandare alle generazioni future. (g. c.)   ...

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