Approfondimenti
Si è rinnovata per il trentaduesimo anno consecutivo la “Mostra delle Erbe e la Sagra de Sa Pardula” che si è svolta il 15, 16 e 17 aprile. L’appuntamento è ormai una tappa fissa iniziata nel 1984, quando un appassionato di erbe officinali del paese, Dino Zedda, diede avvio a questa avventura che è cresciuta nel tempo al punto da ritagliarsi un importante spazio per un possibile sviluppo economico del settore nel territorio.
Nella prima giornata, nella casa Zedda si è tenuta una conferenza dove, oltre al sindaco Marco Sideri e al vicesindaco Giovanna Carletti, hanno presenziato alcuni ricercatori provenienti dalle università sarde, diversi appassionati e imprenditori del settore. Gli argomenti che hanno catturato maggiormente l’attenzione quelli in cui venivano spiegate le importanti caratteristiche di queste ricchezze botaniche spontanee: dalle loro proprietà tintorie e cosmetiche sino a quelle alimentari e farmaceutiche. È stato inoltre illustrato e approfondito l’iter che occorrerebbe intraprendere per formare delle figure capaci di far tesoro di questa “ricchezza poco esplorata”.
Nelle giornate del 16 e del 17 aprile, spazio invece ai tanti laboratori (uno su Marie Curie, un altro sulla lavorazione “de su ladiri” e un ultimo sull’erboristeria popolare sarda) che hanno visto la partecipazione dei ragazzi delle scuole locali. Nella tre giorni si è potuto assistere alla preparazione di piatti tipici fra cui “is pardulas”, allo svolgimento di un percorso itinerante nel territorio, al concerto dei “Carovana Folk” e all’esibizione del gruppo folk di Gonnosnò. Numerosi i partecipanti alla Mostra, per l’occasione sono arrivate tante persone dai paesi limitrofi e non solo. Soddisfazione fra gli organizzatori e l’Amministrazione Comunale.
«Proporre questo tipo di eventi - sottolinea la vice sindaco Carletti - per un paese piccolo come il nostro rappresenta una vetrina importante. Il nostro desiderio è che qualcuno del paese e/o del territorio possa cimentarsi nella sfida di mettere su un’azienda che si occupi di erbe officinali, dalla loro coltivazione sino alla trasformazione. La nostra scommessa è crederci, nonostante le leggi regionali ancora non contemplino chiaramente la figura del coltivatore di erbe officinali. Siamo contenti della partecipazione attiva dei ragazzi delle scuole; è nostro obiettivo, negli anni a venire, incuriosirli sempre più su questa tematica nella speranza che si comprenda che in futuro ciò che offre il territorio potrebbe rappresentare un’importante possibilità per ritagliarsi un reddito».
Simone Muscas
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