A Villacidro una serata per contrastare lo stigma sulle dipendenze

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle dipendenze e di contrastare lo stigma che ancora oggi accompagna le persone con disturbo da dipenden...

Una luce blu sul campanile della chiesa di Santa Barbara, il cortile dell’ex Mulino Cadoni pieno di persone, tanti giovani seduti tra il pubblico, tra loro anche il gruppo scout.È questa l’immagine con cui Villacidro ha scelto di celebrare, venerdì 26 giugno, la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droga.L’iniziativa, organizzata dal SerD – Servizio per le Dipendenze Patologiche della ASL Medio Campidano, si è inserita nell’ambito della campagna regionale “Illuminiamo la Sardegna di blu. Contro lo stigma, per la prevenzione, la cura e l’inclusione”, promossa dalla SITD – Società Italiana Tossicodipendenze Sardegna. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle dipendenze e di contrastare lo stigma che ancora oggi accompagna le persone con disturbo da dipendenza.Nella stessa giornata, monumenti e sedi istituzionali di tutta la Sardegna sono stati illuminati dello stesso colore, trasformando un gesto simbolico in un messaggio forte e diffuso.Al centro della serata la proiezione gratuita di Beautiful Boy, il film di Felix Van Groeningen con Steve Carell e Timothée Chalamet, tratto dalla storia vera del giornalista David Sheff e di suo figlio Nic. Un racconto intenso che affronta il dramma della dipendenza da metanfetamina attraverso lo sguardo di una famiglia, mettendo al centro dolore, ricadute e speranza.Al termine della proiezione, il confronto con il pubblico ha dato voce a operatori sanitari, associazioni e cittadini. Il dottor Enrico Zaccheddu, referente del SerD, ha ricordato come la dipendenza richieda cura e non giudizio.«La dipendenza è una patologia complessa e, come tale, deve essere affrontata. Lo stigma rappresenta uno degli ostacoli più grandi, perché spinge molte persone a nascondere il proprio problema e a chiedere aiuto troppo tardi».Anche la dottoressa Elena Caboni ha richiamato il valore della comunità e delle relazioni, sottolineando come la prevenzione passi soprattutto dalla capacità di costruire legami nei diversi contesti di incontro, dallo sport alle attività culturali fino alle amicizie.«Ridurre il rischio di dipendenza – ha sottolineato – significa rafforzare i fattori protettivi come le relazioni stabili, i contesti educativi e l’accesso precoce ai servizi di ascolto e cura».Diversi gli interventi del pubblico che, superata l’iniziale timidezza, ha partecipato con interesse e sensibilità, contribuendo a trasformare la serata in un momento di confronto aperto e partecipato.Un’iniziativa che ha lasciato un messaggio chiaro: le dipendenze non si affrontano soltanto nei servizi sanitari, ma anche nelle piazze, nelle scuole, nelle famiglie e in tutti quei luoghi in cui una comunità sceglie di ascoltare, comprendere e superare i pregiudizi. Perché il primo passo verso la cura è fare in modo che chi soffre non si senta mai solo. ...

We Make Future, la Sardegna promuove le startup a Bologna

Cinque startup sarde hanno partecipato al We Make Future con il sostegno della Regione. La manifestazione ha favorito nuovi contatti internazionali e opportunità di sviluppo per le...

La Sardegna ha partecipato al We Make Future 2026 di Bologna, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all'innovazione, accompagnando cinque startup isolane in una tre giorni di incontri con imprese, investitori e istituzioni. L'iniziativa, promossa e finanziata dall'Assessorato regionale dell'Industria, punta a rafforzare la presenza delle aziende sarde nei mercati nazionali e internazionali.Nello spazio espositivo regionale erano presenti le startup Certy, Icarus, Radoff, The Big Wave e Datamesh, attive in diversi ambiti dell'innovazione tecnologica. La partecipazione alla manifestazione ha offerto alle imprese l'opportunità di sviluppare relazioni commerciali e industriali e di confrontarsi con operatori provenienti da numerosi Paesi.«La fiera We Make Future di Bologna si conferma un'opportunità fondamentale per le aziende sarde dell'innovazione al fine di sviluppare relazioni commerciali e industriali a livello nazionale e internazionale, mentre per la Regione è un'occasione importante per attivare canali di collaborazione con altre istituzioni, in particolare nel settore dell'internazionalizzazione», ha dichiarato il capo di Gabinetto dell'Assessorato dell'Industria, Guido Portoghese.Nel corso della manifestazione, Portoghese ha partecipato a un incontro con i rappresentanti delle Camere di commercio italiane all'estero, dedicato alle filiere produttive sarde con maggiori prospettive di crescita nei mercati europei, tra cui nautica, lapideo, sughericolo e agroalimentare. Ha inoltre incontrato il vicegovernatore regionale per la governance digitale della Macedonia Centrale, Nikos Tzollas, che ha invitato la Sardegna a partecipare al Money Show di Salonicco, forum economico dedicato all'innovazione e allo sviluppo, ritenuto un'interessante occasione di apertura verso nuovi mercati per le imprese isolane.L'edizione 2026 del We Make Future è stata la più grande mai organizzata, con oltre 800 espositori, 3.000 tra startup, PMI e investitori, circa 2.800 incontri B2B e 73 mila visitatori provenienti da 90 Paesi. ...

Vai a tutti i contenuti