Prosegue a Villacidro la settimana culturale del Premio Dessì
Domani alle 9.30 Raffaele Capperi presenta per le scuole il libro "Brutto e cattivo"; alle 17.30 un incontro con i pedagoghi Philippe Meirieu ed Enrico Bottero. A Casa Dessì alle 21.30 il reading-concerto "Fondale", di e con gianCarlo Onorato e la partecipazione di Lory Muratti. _____________________________________________________________ Prosegue a Villacidro (Sud Sardegna) la settimana di eventi culturali a cornice del trentasettesimo premio letterario "Giuseppe Dessi". La giornata di domani (giovedì 22 settembre) propone una variegata agenda di appuntamenti fin dalla mattina, con presentazioni letterarie, incontri e musica. Si comincia alle 9.30 al Mulino Cadoni con una presentazione per le classi seconda e terza secondaria di primo grado. Ne è protagonista Raffaele Capperi che nel libro "Brutto e cattivo" racconta la sua esperienza di vita, quella di un ragazzo venuto al mondo con una rara patologia che provoca malformazioni al viso, problemi di udito e respirazione, per cui è stato isolato, respinto, deriso. Una storia di riscatto, di coraggio, di accettazione e di tutte le volte in cui è caduto e si è rialzato. E la sua voce diventa megafono per tutti quelli che hanno subito violenza, ma soprattutto è un incoraggiamento a non arrendersi mai. "Accompagnare le persone e costruire il vivere insieme: una tensione alla base della pedagogia" è il titolo dell'incontro in apertura del pomeriggio, alle 17-30 al Mulino Cadoni, con uno dei più noti pedagogisti francesi, Philippe Meirieu, docente presso l'Università Lumière Lyon II, e l'italiano Enrico Bottero, La conferenza, con la partecipazione di Enrica Ena, si riallaccia ai contenuti del saggio di Philippe Meirieu "Ce que l'école peut encore pour la démocratie" (Autrement, 2020), in cui l'autore affronta i grandi principi dell'educazione moderna attraverso le sue esperienze di allievo e di professore, di studente e di ricercatore, di padre di famiglia, di uomo impegnato nel sociale, e quelle di grandi educatori come Johann Pestalozzi, Jean Itard, Maria Montessori, Célestin Freinet, Janusz Korczak. Tra gioia delle scoperte e testimonianza degli insuccessi, il libro delinea un possibile progetto per far fronte alle sfide di oggi. Solo una scuola che lavori per costruire qualcosa di comune tra i giovani, infatti, può aiutare la democrazia. Abbiamo bisogno di "un mondo in cui il desiderio di apprendere sia più forte di quello di possedere, in cui l'aiuto reciproco e la cooperazione abbiano la meglio sulla concorrenza e la rivalità perché possa emergere dal tumulto una parola comune". Un libro agile e appassionante destinato agli educatori, agli insegnanti, ai genitori e a tutti i cittadini che hanno a cuore l'educazione nella costruzione della società di domani e nel rafforzamento della nostra democrazia. [caption id="attachment_105838" align="alignleft" width="392"] Giancarlo Onorato[/caption] Cambio di programma nella giornata di domani (giovedì 22 settembre) a Vil ...
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