Moviementu: concorso per film-maker
Hanno tempo fino al 15 Aprile i film-maker esordienti di tutta la Sardegna per partecipare al concorso a premi “Centottanta” promosso dall’associazione culturale Moviementu- Rete Cinema Sardegna. L’associazione ha creato una rete di duecento lavoratori di cinema e audiovisivo riuniti per promuovere collaborazione, conoscenza e confronto tra gli operatori con l’intento di valorizzare e sostenere i giovani talenti dell’isola e sviluppare nel tempo una vera e propria filiera creativa e lavorativa intorno al cinema e all’audiovisivo. Testimone del concorso è il regista e insegnante cagliaritano Enrico Pau di cui ricordiamo l’ultimo lungometraggio del 2015 “L’Accabadora”. Il nome del concorso, “Centottanta”, si ispira ai secondi che formano tre minuti. Tre minuti, infatti, è la durata massima dei cortometraggi ammessi (titoli esclusi). La partecipazione al concorso è totalmente gratuita e aperta a tutte le opere senza distinzione di genere, tema,tecnica e formato, inedite e non. Il regolamento e la scheda di iscrizione con i dettagli per la partecipazione si trovano facilmente in internet al seguente indirizzo premiocentottanta.wixsite.com/contest. In palio ci sono due premi in denaro del valore di mille euro ciascuno. Premio Moviementu e Premio Cineteca sarda, un workshop offerto dalla stessa Cineteca, una residenza artistica al Teatro Massimo offerta da Sardegna Teatro e infine la partecipazione alla Summer school di Filmidee al Camping Golfo dell’Asinara. La giuria è composta da Emilia Agnesa, Salvatore Mereu, Silvia Perra, Paolo Zucca, Daniela Persico, Antonello Zanda, Massimo Mancini e Giulia Mazzarelli. Film-maker sardi, fatevi avanti. Illuminate il cinema con le vostre idee. Elena D’Ettorre ...
Leggi di piùDon Giovannino Pinna al servizio delle comunità
Ordinato presbitero il 6 settembre 1969 nella Chiesa di San Pietro a Terralba da Mons. Antonio Tedde, Vescovo di Ales e Terralba, nell’ottobre del 1969, iniziò la sua missione, come vice parroco, nella chiesa della Beata Vergine della Neve, sita nel piccolo centro di Pabillonis, appartenente alla provincia di Cagliari che, all’epoca, contava circa 3.000 abitanti. Sin da subito iniziò a occuparsi dei fedeli più piccoli, a coinvolgerli nelle attività dell’oratorio e, nello spirito del Concilio Vaticano II, si attivò per dar vita a un coro parrocchiale di giovani che, con chitarre e altri strumenti musicali, iniziò a animare le funzioni religiose. Nel periodo in cui svolse questa sua prima missione sacerdotale (1969-1974), l’umile e piccolo Don Pinna mostrava già una solida preparazione e conoscenza del testo sacro. Nel biennio 1973-1974 frequentò i corsi estivi di psicopedagogia catechetica promossi dall’Università Salesiana e dall’Università Cattolica. Nell’aprile del 1974, Mons. Tedde lo nominò Segretario dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Dal 1974 al 1984 servì come vice parroco nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Uras, un piccolo centro agricolo di quasi 3.500 anime della provincia di Oristano. Sono gli anni in cui Don Giovannino si attivò per coinvolgere i giovani nelle attività oratoriali, organizzando, d’estate, i campi scuola a Sibiri, località montana di Gonnosfanadiga, e nel sostenere la crescita spirituale dei fedeli più piccoli, attraverso l’elaborazione delle schede catechistiche per i bambini e i ragazzi e l’organizzazione catechistica parrocchiale. Si ricorda, inoltre, grazie al suo sostegno e entusiasmo, l’istituzione del Coro polifonico di Uras. Nel periodo in cui fu vice parroco in questo paese, Don Pinna, in qualità di Segretario Catechistico Diocesano, svolse un’intensa attività. Al posto delle Tre Giorni per i sacerdoti, nascono, in Seminario a Villacidro, le Settimane Catechistiche per i sacerdoti e gli operatori pastorali della diocesi e i Campi Scuola per i giovani aspiranti catechisti. Con l’uscita “ad experimentum” dei primi catechismi CEI si elaborano le schede attive per i bambini e i ragazzi delle parrocchie e si struttura l’organizzazione catechistica nelle parrocchie in un percorso formativo stabile di almeno sei anni, in sintonia con il Progetto Catechistico Italiano. Nel 1978, venne invitato a far parte in modo stabile del Centro Catechistico Dehoniano, ma non accettò perché non si sentiva di lasciare la diocesi. Dopo aver trascorso dieci anni nella parrocchia di Santa Maria Maddalena, nel 1984, Mons. Paolo Gibertini -eletto alla sede vescovile di Ales-Terralba il 23 marzo del 1983, e ordinato vescovo il 25 aprile dello stesso anno- lo nominò parroco del tempio di San Giorgio Martire a Baressa, quest’ultimo un piccolo comune agro-pastorale di circa 900 abitanti della provincia di Oristano, noto per la produzione delle mandorle, dove svolse la sua ...
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