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“I Fili del Gusto”: un viaggio tra cultura e eccellenze enogastronomiche
Un viaggio nella cultura del buon vivere, tra eccellenze enogastronomiche, valorizzazione del territorio e momenti di confronto sull’importanza dello sviluppo locale. Tutto pronto, a Baradili, per la terza edizione della manifestazione “I Fili del Gusto”, organizzata da Comune e Accademia Casa Puddu in collaborazione con la pizzeria “Sa Scolla”, che domenica 30 settembre, animerà le stradine e il parco di quello che con i suoi 84 abitanti è il più piccolo comune della Sardegna. A darsi appuntamento nel paesino al centro della Marmilla, giornalisti e chef nazionali e internazionali, produttori, amministratori ed esperti di sviluppo locale, che per tutta la giornata, a partire dalle 10 si confronteranno con il pubblico tra dibattiti, degustazioni di prodotti locali, lezioni di cucina e accoglienza in sala, escursioni in mountain bike e show cooking. Sabato 29, dalle 20 anteprima della manifestazione con “Baradili capitale della pizza”, che insieme ai padroni di casa di Baradili e Cagliari avrà come protagonisti alcuni tra i migliori pizzaioli italiani come Valentino Tafuri del “3 voglie” di Battipaglia, Jacopo Mercuro del “180 Grammi” di Roma e Alessandro Cimatti del “Pummà” di Bologna. “La formula piace a noi e soprattutto ai partecipanti che arrivano in occasione di questa e di altre manifestazioni che organizziamo durante il corso dell’anno – spiega Lino Zedda, primo cittadino di Baradili - e i risultati ci stanno dando ragione. Ogni volta riusciamo ad aggiungere un qualcosa in più e arrivare a portare il nostro paese anche all’attenzione dei media nazionali non può che farci piacere. Da anni, insieme al consorzio Due Giare stiamo portando avanti diverse azioni di promozione legate alla cultura e alla sostenibilità ambientale per far capire e recepire che nei piccoli paesi c’è una qualità della vita di alto livello”. Un’intuizione vincente che ha nell’Accademia Casa Puddu, che ha istituito la propria sede a Baradili, un punto di riferimento importante. “L’Accademia si pone sempre più come punto di riferimento dei produttori, dei cuochi e di tutti gli operatori del settore, intesi nel senso più ampio possibile, con l’obiettivo di valorizzare le loro ricchezze e peculiarità e sostenere sempre più lo sviluppo economico del territorio nel quale operano – sottolinea Gianfranco Massa, presidente dell’Accademia Casa Puddu - e nei prossimi anni, oltre ai corsi di alta formazione che rimarranno un punto fermo, la nuova sfida, per noi, sarà quella di proporre e portare avanti con una spinta ancora maggiore, eventi come questo in modo che i diversi territori si propongano all’esterno con la giusta centralità e rilevanza. Il format, che sta funzionando benissimo, prevede progetti di respiro nazionale e internazionale, formazione e formule di ristorazione nuove ed innovative”. I dibattiti e gli show cooking saranno moderati e presentati dai giornalisti: Francesco Bruno Fad ...
Leggi di piùProve di fascismo
Siamo arrivati al capolinea, non c’è niente da fare, siamo alle soglie di un nuovo Ventennio. Il Duce in erba c’è, si sta esercitando. E’ in cielo, in terra, in mare e ogni dove. E’: Ministro degli Interni, della Difesa, degli Esteri nonché Primo Ministro. Lasciamolo fare, schiamazzano. Vola nei sondaggi. E’ all’apice della popolarità. Nel popolo è rispuntata la voglia dell’uomo forte, dell’uomo d’ordine. Il passato non conta, tutto è relegato ai “noiosi” libri di storia. A che serve ricordare l’uomo forte del passato? il Duce: quello che ammaliava le folle; che arrestò e mandò al confino gli oppositori al regime; che rinchiuse nei campi di concentramento: ebrei, zingari, gay, comunisti, socialisti e democratici liberali; che mandò la migliore gioventù italiana, fuori dai confini italiani, a morire e massacrare le popolazioni inermi dell’Etiopia, dell’Eritrea, della Somalia e della Libia. Quelle popolazioni che abbiamo passato per le armi e ridotte alla fame, spogliandole dei loro beni, oggi bussano alle nostre porte, chiedono giustizia. Noi paladini della libertà, con la elle maiuscola, della libera circolazione delle merci e degli esseri umani, con vergognosa ipocrisia, respingiamo disperati ai quali abbiamo distrutto i confini a suon di cannonate. Ci siamo liberati dell’uomo forte, del Duce al prezzo di grossi sacrifici. [caption id="attachment_22748" align="alignleft" width="610"] Battaglia di Sciré in Etiopia (foto di proprietà della famiglia di un soldato guspinese in Etiopia)[/caption] Tanti patrioti hanno dato la loro vita per darci la libertà di cui oggi godiamo e che ai nostri genitori e nonni era negata. Faticosamente si è costruita e si stava cercando di consolidare la democrazia, che è fatta di regole e di crescita culturale. Purtroppo, in questo ultimo periodo, a seguito di scelte di politiche culturali errate, si sta manifestando un analfabetismo di ritorno. Tanti, hanno difficoltà a valutare e usare le informazioni che ci mette a disposizione l’attuale società. Capire la complessità della nostra società non affascina, seduce di più chi fa le cose semplici e presenta soluzioni miracolose, quasi sempre irrealizzabili. Quando le mirabolanti promesse non si realizzano, si trova sempre qualche nemico su cui scaricare le colpe: l’Europa matrigna, la Germania ingorda o la Francia malvagia. Mai una volta che, certi politici, ammettano la propria ignoranza e dappocaggine. Risuona sempre il solito ritornello: “l’Europa, le leggi, la burocrazia mi legano le mani”. Tutto è perfettibile, le leggi e la burocrazia, intesa come organi dello Stato. Tutto è migliorabile secondo le regole che i padri fondatori della Repubblica Italiana ci hanno lasciato. La democrazia è stata concepita con una serie di contrappesi in modo tale che si rendano difficili nuove avventure autoritarie. Chi ha avuto la maggioranza dei consensi può accampare il diritto a governare, ma non può ar ...
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