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San Gavino: torna il "Sanga Book Fest" dal 25 al 27 settembre

Dal 9 all'11 settembre le anteprime e dal 25 al 27 il festival con oltre venti ospiti tra scrittori, giornalisti e musicisti

San Gavino Monreale si prepara a ospitare l'ottava edizione del Sanga Book Fest, il festival letterario promosso dal Comune che quest'anno ha nella musica il filo conduttore. Le prime iniziative, dedicate al rapporto tra cinema e letteratura, partono mercoledì 9 e si protrarranno fino a venerdì settembre. Il programma principale, dal 25 al 27 settembre, si svolgerà tra la Corte di Casa Mereu, via dei Murales e il Mercato Civico.L'iniziativa è coordinata dall'associazione Enti Locali per lo Spettacolo e diretta artisticamente da Nicola Muscas. Il festival ha ottenuto un finanziamento di 35 mila euro l'anno per il biennio 2026-2027 dalla Regione, nell'ambito del bando dedicato ai festival letterari di interesse regionale, nazionale e internazionale. A questi si aggiungono 15 mila euro della Fondazione di Sardegna e un cofinanziamento comunale di 4 mila euro, per un budget complessivo di 54 mila euro. Ad annunciare la conferma dei fondi, lo scorso luglio, era stato il gruppo consiliare San Gavino Monreale - Città Futura, che ha parlato di «una bellissima notizia per San Gavino Monreale e per la nostra comunità», definendo il Sanga Book Fest un evento che «anno dopo anno è entrato nella programmazione culturale e nelle abitudini della nostra comunità».Le tre serate di anteprima si aprono mercoledì 9 settembre con «Storia di un riscatto», il film di Stefano Odoardi sul sequestro Vinci, alla presenza di Giuseppe Vinci e Giovanni Seu e con la moderazione di Vito Biolchini. Giovedì 10 è la volta di «Jimmy della Collina», tratto dal romanzo di Massimo Carlotto e diretto da Enrico Pau, che ne discuterà con il pubblico. Venerdì 11 settembre chiude il ciclo «Il figlio di Bakunin», ispirato a Sergio Atzeni e diretto da Gianfranco Cabiddu.Il festival vero e proprio, in programma dal 25 al 27 settembre, manterrà ogni sera gli stessi orari per gli spettacoli: alle 19.30 gli incontri letterari, alle 20.15 gli spazi dedicati al racconto, alle 21 i «Racconti con colonna sonora», che uniscono letteratura ed esecuzioni dal vivo, alle 22 i concerti-talk e alle 23.15, al Mercato Civico, il dj set con letture tratte da Grazia Deledda. Tra i protagonisti delle tre serate figurano le giornaliste Annalisa Cuzzocrea e Marianna Aprile, l'attrice Serra Yilmaz, gli scrittori Emiliano Sbaraglia, Elvira Mujčić, Gigi Riva e Giada Messetti e, sul fronte musicale, Dente, Davide Toffolo, Valucre e Bobbi Marcs. Sono attesi complessivamente oltre venti tra scrittori, giornalisti, musicisti e attori, e l'ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito. ...

Uta: Detenuti al 41-bis, Todde attacca il Governo

La presidente della Regione contesta l'arrivo dei primi detenuti in regime speciale nel carcere di Uta. «Una scelta imposta alla Sardegna senza confronto».

L'arrivo dei primi detenuti sottoposti al regime del 41-bis nel carcere di Uta riaccende lo scontro tra la Regione e il Governo sulla destinazione nell'Isola di una quota dei detenuti sottoposti al regime speciale. La presidente della Regione Alessandra Todde accusa il ministro della Giustizia Carlo Nordio di aver portato avanti la decisione senza un adeguato confronto istituzionale con la Sardegna.«Con l’arrivo dei primi detenuti sottoposti al 41-bis nel carcere di Uta, il ministro Nordio porta a compimento una scelta imposta alla Sardegna, sottraendosi fino all’ultimo al confronto con la Regione», dichiara Todde. La presidente ricorda di aver scritto nuovamente al ministro il 4 agosto, chiedendo gli atti e i criteri alla base della decisione di concentrare una quota rilevante del circuito del 41-bis negli istituti sardi. Una richiesta alla quale, riferisce la Regione, non sarebbe seguito alcun riscontro da parte del Ministero della Giustizia.«Nessuna risposta. Il Governo ha preferito procedere in modo unilaterale e arrogante trattando la Sardegna come la Cayenna d’Italia», afferma la presidente, che collega la questione alle condizioni del sistema penitenziario regionale. «Uta è già oltre la propria capienza ,sottolinea Todde, Bancali vive una situazione analoga e il sistema deve fare i conti con carenze di personale e servizi sanitari sotto pressione». Secondo la presidente, l'arrivo dei detenuti al 41-bis rischia quindi di gravare ulteriormente su strutture che presentano già diverse criticità.Todde pone anche una questione di rapporti istituzionali tra Stato e Regione, richiamando il riconoscimento costituzionale dell'insularità. «Si pretende che la Sardegna si faccia carico degli effetti di una scelta dello Stato mentre alla sua massima istituzione viene negata persino una risposta formale. Abbiamo combattuto perché l’insularità fosse riconosciuta in Costituzione. È inaccettabile che oggi proprio il fatto di essere un’isola diventi uno svantaggio da far pagare alla Sardegna».La presidente precisa, tuttavia, che la posizione della Regione non riguarda l'utilizzo del 41-bis come strumento di contrasto alla criminalità organizzata, ma la scelta di destinare alla Sardegna una quota significativa dei detenuti sottoposti al regime speciale e le modalità con cui la decisione è stata adottata. «Sia chiaro. Il 41-bis è uno strumento fondamentale contro la criminalità organizzata. Qui contestiamo una precisa decisione del Governo e il modo con cui è stata imposta alla Sardegna in quanto isola».Todde chiede infine chiarimenti sulle ragioni della scelta e sulle risorse che accompagneranno l'operazione. «Il ministro della Giustizia aveva il dovere istituzionale di spiegare perché sia stata scelta proprio la nostra Isola e come intenda garantire personale, sicurezza e assistenza sanitaria adeguati. Ha scelto il silenzio. Oggi arrivano i detenuti. Questa è la risposta che Nordio ha dato alla Sardegna». «Di questa sce ...

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