Donne e tecnologia: l’Italia nelle retrovie
di Giovanni Angelo Pinna _______________________________ [caption id="attachment_70176" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] C’è posto per le donne nel settore tecnologico? Può la donna occupare un ruolo importante, di successo, nel settore tecnologico, oggi chiave per lo sviluppo economico del Paese? Un report del Plan International posiziona l’Italia tra i fanalini di coda, quart’ultima tra i paesi europei, oltre dieci posizioni sotto la media europea. La formazione, il percorso di crescita in questo settore inizia fin da bambini e da subito si deve combattere con barriere culturali, stereotipi e pregiudizi di ogni genere e, solo alla fine di questo percorso, le donne più tenaci riescono a raggiungere quel successo anche a livello personale. La tecnologia corre, ogni anno le offerte e possibilità di crescita in questo settore aumentano a dismisura, anche generando nuove forme di business, ma il “gender gap” non accenna a ridursi. Le donne continuano ad avere possibilità limitate nell’accesso al digitale sia in termini educativi che di carriera e opportunità. La Commissione europea riporta un dato che lascia spazio a molti pensieri: poco più di 20, su 1000, sono le laureate in un settore digitale/tecnologico e di queste solo meno del 30% riescono a trovare una occupazione. Si calcola, ancora, che l’abbandono da parte delle donne, per mancanza di stimoli e opportunità di crescita, causi una perdita produttiva annua di oltre 15 miliardi di euro. Nonostante l’imprenditorialità femminile abbia una maggiore probabilità di successo nel duro mondo del mercato, la disparità di genere, la diminuzione di investimenti e la sempre meno presente “leadership donna” continuano a crescere frenando le donne già nel proprio ambito familiare. Eppure la storia insegna che è grazie anche alle donne se, oggi, possiamo sfruttare la tecnologia come quotidianamente viene fatto. Dal coding (termine tecnico che identifica il “pensiero computazionale” o “programmazione informatica”) alla robotica, dal web alla multimedialità toccando qualsiasi sfaccettatura della creatività digitale/tecnologica, il passato ci dimostra che non poche sono le donne che hanno “fatto la storia” con le loro idee, a esempio: Florence Parpart brevettò il frigorifero moderno eliminando la vecchia ghiacciaia; Josephine Cochrane, stanca di vedere le donne “sottomesse a lavare i piatti”, nel 1886 inventò la prima lavastoviglie; Ada Lovelace viene ricordata dagli “addetti ai lavori” come la prima programmatrice e madre dell’odierno computer. Fu lei che, partecipando all’invenzione della macchina analitica, scrisse il primo algoritmo per generare la sequenza di Bernoulli, una successione di numeri importanti per la risoluzione di non pochi problemi. Per combattere questo evidente e preoccupante gap, è necessario attuare vere e proprie politiche finalizzate ad abbattere questa disparità di genere, partend ...
Leggi di piùIl mondo del lavoro si apre ai diversamente abili della Marmilla
Il mondo del lavoro si avvicina alle persone meno fortunate. Perché ci può essere un’opportunità occupazionale e, dunque, anche di inserimento sociale per la persone diversamente abili. Un’opportunità, rivolta ai cittadini con disabilità residenti nei ventuno comuni del distretto di Sanluri, al quale si rivolge il Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona (Plus). Proprio il Plus di Sanluri, gestito dallo scorso 1 giugno dall’Unione di comuni “Marmilla”, ha pubblicato l’avviso pubblico per la nuova annualità del bando “Includis”. L’obiettivo è la raccolta di manifestazioni d’interesse finalizzate alla composizione di un partenariato per la co-progettazione di progetti di inclusione socio-lavorativa di persone con disabilità. Un appello a presentare progetti specifici rivolto dal Plus del distretto di Sanluri a enti pubblico e/o organizzazioni del terzo settore, come società e cooperative. La scadenza per aderire alla manifestazione di interesse è stata fissata il prossimo 27 ottobre 2021. I PROGETTI Il Plus di Sanluri vuole costituire un partenariato con enti pubblici e organizzazioni del terzo settore per l’elaborazione di proposte progettuali, finalizzate all’inserimento socio-lavorativo dei diversamente abili inoccupati, che saranno poi presentate alla Regione. In caso di finanziamento regionale, i soggetti selezionati dovranno costituire un’associazione temporanea di scopo con capofila l’ente gestore dell’ambito Plus, ovvero l’Unione di comuni. Sarà sempre lo stesso ente gestore, attraverso un’apposita commissione di esperti, a scegliere i soggetti coi quali realizzare questa co-progettazione valutando tutte le manifestazioni d’interesse pervenute. I DESTINATARI I progetti di inclusione socio-lavorativa coinvolgeranno in maniera diretta cittadini inoccupati dei 21 comuni del Plus di Sanluri (Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Samassi, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru e Villanovafranca) con disturbi mentali o dello spettro autistico in carico ai dipartimenti di salute mentale, centri di salute mentale e unità operative di neuropsichiatria e psicologia dell’ infanzia e adolescenza, ma anche ai residenti con disabilitò mentale, intellettiva e/o psichica in carico ai servizi sociali o socio-sanitari. Ancora i soggetti con disabilità riconosciuta ai senti dell’art.3 della legge 104 del 1992. LE DOMANDE Le manifestazioni di interessa da parte dei futuri partners del Plus di Sanluri per la realizzazione di questi importanti progetti di inserimento socio-lavorativo dovranno essere spedite all’indirizzo pec distrettosanluriplus@legalmail.it entro il prossimo 27 ottobre 2021. Il bando completo e i moduli per le domande possono essere scaricati dal sito www.unionecomunimarmilla.it ...
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