Campeggio Gutturu ’e Flumini: fine dell’odissea?
Dopo un lungo, lunghissimo iter burocratico-penale-amministrativo che ha tenuto col fiato sospeso i legittimi propritari privati dell’utilizzo e della disponibilità dei loro beni per diversi anni, sembra finalmente essere giunta al termine la lunga interminabile odissea del campeggio di Gutturu ’e Flumini. Con la presa d’atto deliberata recentemente in Consiglio Comunale delle 3 ordinanze del giudice penale che ha revocato la confisca a favore dei 35 proprietari che in “buona fede” avevano acquistato una quota della proprietà indivisa del campeggio e l’uso esclusivo di una piazzola all’interno dello stesso, pare così chiudersi definitivamente nel migliore dei modi una storia per certi versi assurda. Storia iniziata ben 17 anni fa (era il 1999) quando la Procura della Repubblica dopo aver messo sotto inchiesta l’allora proprietario Marino Cantarella e accertato che concedere l’uso esclusivo delle piazzole costituiva reato penale di lottizzazione abusiva emetteva per lo stesso condanna. Reato che però al termine dei tre gradi di giudizio risultò già prescritto. Subentrò allora per quei 52.000 metri quadrati di cui 30.000 adibiti a campeggio la sanzione accessoria: ovvero nel 2003 la confisca dell’area e successivamente il suo trasferimento alla propietà del comune. Una brutta eredità per il comune di Arbus che si trovò nel 2007 proprietario di un’area con contenziosi nascenti e la neccessità di custodia. Il resto è storia dei giorni nostri con tre ordinanze, la prima nel 2011, le ultime notificate al comune nel 2015 che hanno accertato la buona fede dei 35 acquirenti e disposto la revoca della confisca. Dopo quasi vent’anni di battaglie legali si arriva dunque a una soluzione che non accontenta però del tutto i proprietari che mal digeriscono la restituzione di una parte di indiviso e non la piazzola originariamente loro assegnata in molti casi oggetto anche di costosi interventi migliorativi. Chiuso un capitolo, per certi versi amaro, adesso se ne apre un altro con prospettive però decisamente migliori. A parlarne è Gianni Lussu, assessore ai Lavori Pubblici del comune di Arbus che pur nella consapevolezza che l’iter burocratico per il ripristino della completa “legalità” in quell’area non è ancora terminato, non nasconde la sua soddisfazione: “Adesso, dopo la sentenza del giudice, c’è un grosso lavoro da fare. Vogliamo coinvolgere e concordare con tutti i proprietari il futuro del campeggio, perché ricordiamoci che con le 3 ordinanze la proprietà dell’area è suddivisa in quote pro indiviso, circa l’80% è del comune, il resto suddiviso tra gli altri 35 proprietari” . Assessore, proviamo a sbrogliare la matassa. Cosa può succedere ora davanti alle richieste per certi versi legittime dei proprietari che rivendicano il ripristino per ognuna delle vecchie piazzole? “Non abbiamo nessuna possibilità di modificare il contenuto di una sentenza restituendo la singola piazzola ad ogni propr ...
Leggi di piùIntervista a Massimiliano Paderi, consigliere di minoranza "Insieme per Sanluri"
Massimiliano Paderi, 49 anni, consulente fiscale, dal 2010 consigliere di minoranza del Comune di Sanluri, lascia il gruppo “Insieme per Sanluri” e fa gruppo autonomo. Una decisione a sorpresa, maturata in questi primi 9 mesi della nuova legislatura. Solo, perché? Da qualche tempo, e più volte, mi sono trovato ad operare singolarmente. Nessuna o qualche sporadica riunione di gruppo. Poi il silenzio. Persino per il Consiglio comunale sul bilancio di previsione, ho ricevuto una telefonata dal capogruppo Giuseppe Tatti, che fissava l’incontro nella strada, davanti alla sala consiliare. Per di più, 10 minuti prima della riunione. Impossibile discutere ed accordarci sugli interventi in merito ad uno degli atti più importanti del Consiglio: il documento contabile. Già prima avevo manifestato la necessità di adottare un metodo di lavoro, mettendo in pratica il ruolo delle minoranze. È mancata la disponibilità. Cosa significa fare minoranza? Svolgere il compito di vigilare sull’operato di chi amministra, dare suggerimenti ed anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività, e costruire l’alternativa politica proposta con il programma elettorale. La gente ci ha votato per questo. Ha creduto in noi. Non possiamo limitarci ad un’alzata di mano in Consiglio. Le nostre armi, che sono interrogazioni, mozioni e vigilanza sugli atti amministrativi, vanno utilizzate. Se non c’è confronto, la democrazia muore. Quali proposte ha avanzato in questi mesi? L’unica opposizione che sto cercando di fare è quella del fiato sul collo e della trasparenza. Fare in modo che la popolazione paghi le tasse, magari con agevolazioni varie, che sia messa al corrente di quanto accade alle loro spalle. Tante le proposte che ho presentato, che andrebbero valutate perché le minoranze hanno il diritto-dovere di farle. Ricordo il baratto amministrativo, l’agevolazione sull’imposta del suolo pubblico, dell’esenzione Imu per i genitori che danno la casa ai figli, il mantenimento della sede Inps, predisporre l’elenco delle imprese e dei professionisti, il risparmio idrico per le aree verdi, il Giudice di Pace, i costi per il Comune del servizio Suap, lo stanziamento di fondi per le scuole. E poi aver convinto la maggioranza a fare marcia indietro sull’abbandono dell’associazione Terra Cruda e sui costi esagerati della politica. Ma soprattutto il controllo puntale dell’albo pretorio. Difficoltà poche o tante? Tantissime. Per avere un’informazione bisogna iniziare una corsa ad ostacoli. Se poi critichi l’operato della maggioranza sei la macchina del fango, se lo promuovi e collabori per realizzarlo sei un’opportunista, uno che vive alla spalle degli altri. L’opposizione, il sale della democrazia, viene vista come la gramigna da estirpare. Deluso? Sto cercando di svolgere il mandato conferitomi dai cittadini. Nonostante le difficoltà riscontrate sino ad oggi sono riuscito a vigilare sull’operato della giunta. Gli ostacoli pol ...
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