Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Serramanna, su bar de su gonnesu
di Antonio Leddda _____________________________________ Tziu Jùanni arrivava da Gonnosfanadiga, un paese a circa trenta chilometri dal nostro e la gente lo chiamò subito “su Gonnesu” (dal nome del luogo di provenienza). Da giovane faceva l’autista delle ambulanze girando tutto il Campidano. Venendo a conoscere di diverse persone fece amicizia con alcuni cittadini di Pendio Grande, dove decise di trasferirsi e formare una famiglia. Comprò la licenza di una botteguccia di vino e aprì un bar per conto proprio, in seguito lasciò il lavoro di autista e col bar si trasferì al centro del paese, di fronte alla piazzetta de is postus de su pisci e de sa petza (del mercato del pesce e della carne) dietro il Montegranaticu, dove dopo la raccolta veniva ammassato il grano per essere poi venduto e in parte conservato per la nuova semina. Il locale era ampio e moderno, con un enorme bancone per la mescita, tanti specchi e diverse vetrine, alcune di esse davano anche sulla strada ed erano sempre piene di bottiglie di liquori e di sciroppi di ogni tipo, ma anche di scatole di baci Perugina, di cioccolatini e di caramelle. Il bar venne subito frequentato da tanta gente che andava a bere e a trascorrere le serate giocando a carte: a scopone, a tre sette, a briscola o a tarocchi. In genere la posta, se non era a soldi, era sempre la solita bevuta. Il gestore, tziu Jùanni, era noto anche come una persona di carattere che si faceva rispettare, nonostante il suo fisico magro e il viso asciutto e scavato; aveva una voce grossa e poderosa che usciva da sotto due baffoni folti e neri alla Umberto I. Faceva parte assieme a tziu Dinu Trudu, tziu Albertu Gerra e tziu Dariu Frau dei baffuti del paese. Apparsi anche nella foto di un quotidiano locale. Questo aspetto lo faceva apparire sempre con un certo cipiglio, severo specie a noi ragazzi e a quei clienti che bevevano più del necessario e andavano facilmente in escandescenze, ma anche ai frequentatori abituali del bar non sempre educati e talvolta anche scurrili. Il più delle volte veniva aiutato dalla moglie, una donna moretta e bassa e dal figlio primogenito allora ancora piccolo di età. Il suo locale, fu forse uno dei primi in paese ad aver adottato la televisione e furono molte le persone interessate ai programmi della Rai. Un periodo era anche frequentato dalla “Folgore”, una delle squadre locali di calcio che aveva la sede nella casa a fianco e specie la domenica sera quando si festeggiava qualche vittoria, c’era sempre un’esplosione di voci che si sentiva persino de sa Pratza Pubbrica. In seguito aprì anche una tavola calda e ristorazione per le persone che arrivavano da fuori o lavoravano nelle industrie di trasformazione come la conserviera o la cantina sociale, ma anche nei diversi uffici pubblici, come le banche, le scuole o le poste che allora si trovavano lì vicino. Un periodo era frequentato anche da un certo signor Pippo Leonardo, che da ragioniere curava le spedizioni ...
Leggi di piùStagni di Porto Pino: contrasto alla pesca illegale
Nella mattinata del 12 marzo, durante un'attività di controllo congiunta, svolta dal personale dei Servizi ispettorati di Iglesias e di Cagliari negli Stagni di Porto Pino, i Forestali, con l'ausilio di un mezzo nautico, hanno individuato, rimosso e sottoposto a sequestro 8 bertovelli che erano stati posizionati illegalmente per la pesca. L'utilizzo di questo tipo di reti da posta, durante i periodi 1 gennaio – 31 marzo e 1 giugno --30 settembre di ogni anno, è infatti, severamente vietata dalla normativa regionale allo scopo di tutelare l’anguilla e le forme giovanili delle altre specie ittiche. Nel caso specifico, inoltre, la misura della maglia dei bertovelli sequestrati è risultata inferiore a quella minima consentita dalla legge, rendendoli di fatto particolarmente impattanti sulla già sofferente risorsa ittica. ...
Leggi di più