Gli alunni della Marmilla a lezione di cinema: il 13 dicembre a Baradili sarà proiettato “Su fragu de s’umbra de ariseu” di Marcello Atzeni
Prevista la proiezione di tre cortometraggi Il progetto si concluderà con due serate il 13 dicembre a Baradili e il 15 a Villa Verde ___________________________________ Il cinema “a misura” di studente. Ovvero il linguaggio cinematografico spiegato agli alunni della Marmilla. Dopodomani, 13 dicembre, a Baradili e venerdì 15 dicembre a Villa Verde si concluderà il progetto dell’associazione “Sardinia Pro Arte”, sostenuto anche dal Consorzio Turistico Due Giare e dai comuni di Baradili. Baressa, Usellus e Villa Verde, che ha coinvolto la scuola elementare di Baressa e le medie di Usellus. Due pomeriggi dedicati alla proiezione di alcuni cortometraggi, seguiti, in entrambi gli appuntamenti, dall’esecuzione di musiche da film proposte dall’Orchestra da Camera della Sardegna. CINEMA A SCUOLA Il progetto è stato realizzato con un finanziamento ottenuto grazie alla legge regionale 15 del 2006 per la promozione della cultura cinematografica in Sardegna ed è nato dall’esperienza della rassegna di cortometraggi organizzata da diversi anni con successo a Baradili, paese più piccolo dell’isola, con la direzione di Marcello Atzeni, che si sta occupando anche della nuova iniziativa dedicata alle scuole. Nella scuola primaria di Baressa e nella scuola secondaria di primo grado di Usellus sono stati proiettati e analizzati cortometraggi di diversa natura, da “Faulas” di Michela Anedda a “Eccomi- Flamingos” di Sergio Falchi, “Un fenicottero chiamato tango” di Antonella Arca e “Vita da cani” di Charlie Chaplin. I registi, eccetto Chaplin, ovviamente, hanno dialogato con alunni e insegnanti e in classe i musicisti Simone Pittau, Marco Meloni e Gustavo Gini hanno eseguito musiche da film. A conclusione del progetto l'attrice Lia Careddu ha tenuto una lezione magistrale ai docenti dell’istituto comprensivo. “L'educazione al linguaggio cinematografico e musicale ha prodotto effetti benefici sulla formazione culturale dei bambini, ragazzi e della popolazione adulta del nostro territorio”, ha spiegato la sindaca di Baradili Maria Anna Camedda. L’ha seguita Lino Zedda, presidente del Consorzio Due Giare: “E’ stata anche promossa la partecipazione culturale attiva di ragazzi e docenti e ora toccherà ai cittadini della Marmilla con le sue serate conclusive”. LE PROIEZIONI Dopodomani, mercoledì 13 dicembre, alle 17,30 nell’aula consiliare di Baradili la proiezione di tre cortometraggi: “La finestra”, di Silvia Perra, “Mira sa dì” di Andrea Cannas e “Su fragu de s’umbra de ariseu”, documentario di Marcello Atzeni, che in pochi minuti parlerà del suo paese natio, attraverso interviste e aneddoti. La serata inizierà con i saluti della sindaca di Baradili Maria Anna Camedda, di Lino Zedda, presidente del Consorzio Due Giare e Annalisa Frau, dirigente dell’istituto comprensivo di Ales. Poi parola a Antioco Floris, professore di cinema dell’Università di Cagliari, allo stesso Atzeni e al re ...
Leggi di piùVillacidro, l’addio alle armi di un medico di famiglia
Salvatore Erbì racconta il suo primo giorno di pensione senza nostalgie, con qualche rimpianto, ma anche con qualche piacevole certezza _______________________________ di Paolo Salvatore Orrù ______________________ Una lacrima trattenuta, un sorriso donato ai genitori di un bimbo appena nato. Quante storie potrebbero raccontare i medici? «Tante, perché la professione costringe ad altalene continue: la realtà cambia ad ogni momento senza soluzione di continuità», ha confessato Tore Erbì, per tanti anni medico di famiglia a Villacidro, che qualche giorno fa ha lasciato il lavoro per raggiunti limiti di età. Anche per lui, come per tutti, gli anni sono passati inesorabilmente, ma se prima dell’ultima giornata di lavoro una cura dopo l'altra aiutava a sentirsi parte utile di una comunità, il primo di giorno di riposo forzato può sembrare un giorno nefasto. Certo c’è la famiglia, il figlio da sistemare, la moglie da accarezzare un po’ di più, «ma dentro ti manca qualcosa». Mancano i pazienti. I loro visi. Le loro speranze. Le loro preoccupazioni e le loro gioie. «Ho avuto la fortuna di avere un nonno che ha combattuto con la brigata Sassari, ero molto legato a lui, è morto a 98 anni, per questo ho sempre rispettato gli anziani come qualcosa di sacro», ha raccontato Erbì, che dopo un solo giorno di riposo sta pensando di tornare in trincea per dare una mano ai suoi pazienti più attempati. «Essere un buon medico di famiglia richiede una combinazione di competenze mediche, ma anche comunicative ed empatiche, ecco credo di essere riuscito ad avere con questi signori un rapporto sincero». E in effetti, lo hanno raccontato in tanti, Erbì ha sempre avuto la capacità di ascoltare e poi di spiegare con parole comprensibili le diagnosi e i piani di trattamento, rispettando sempre le norme etiche e la vita privata dei pazienti. La pensione, mentre si è impegnati fra un malato e l'altro a compilare "troppe scartoffie", era sembrato soltanto un miraggio irraggiungibile, anche perché la riforma della ministra Fornero, nonostante le promesse di Salvini, la fanno scivolare dalle mani di qualunque italiano come una saponetta indisponente. Nonostante tutto, il primo giorno del meritato riposo arriva come la ghigliottina sulla testa di Robespierre e assomiglia ad un ambiguo eterno riposo professionale. A volte, i pensionati giungono in porto con le vele ancora spiegate e chi non si è preparato ad una nuova vita corre il rischio di sbattere contro il molo. E di ritrovarsi a terra, spiaggiato, con il muso pesto, la testa che gira vorticosamente, e una pastiglia di Prozac in bocca per tentare di mantenere un po' di sano equilibrio psichico. Tutto questo Salvatore Erbì lo ha sventato alla grande, perché è un uomo poliedrico, talmente straripante di interessi culturali e letterari che probabilmente gli creeranno, tuttalpiù, problemi di tempo libero: «Sto preparando un nuovo libro e vorrei tornare a fare medicina geriatrica», r ...
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