Guspini: oggi 9 maggio alle 18, ai giardini Joyce Lussu, inaugurazione del nuovo murale
Sarà inaugurato oggi, lunedì 9 maggio, alle 18 il nuovo murale realizzato nell’area giochi dei Giardini “Joyce Lussu”, nel muro di delimitazione con la via Umberto Saba e nel basamento del monumento ai minatori. L’idea progettuale e la realizzazione sono del gruppo di lavoro, composto dagli architetti Giovanni Olivieri e Nicola Pittau, che, insieme al grafico Gianmarco Pia, partendo da una riflessione sul senso di appartenenza ai luoghi, sullo spazio pubblico e il conseguente modo di abitarlo, hanno sperimentato un approccio partecipato all’ideazione e realizzazione dell’opera. L’immaginazione dei più piccoli è quindi diventata parte integrante del processo di trasformazione dello spazio che è uno dei principali riferimenti per famiglie e bambini. ...
Leggi di piùIpotesi sulla nascita di Arbus
di Marino Melis ______________________________________ Il territorio di Arbus che presenta le tracce più antiche di presenza umana dell’intera Sardegna, paradossalmente è stato l’ultimo a costituire un centro abitato nell’area del Monreale. L’arburese stretto tra il mare e le propaggini settentrionali del Linas - Arcuentu, di forma vagamente di un triangolo isoscele, come detto fu colonizzato fin dal paleolitico, cui seguirono le popolazioni neolitiche con numerosi insediamenti. Il periodo nuragico ci ha restituito pochi monumenti in proporzione alla vastità del territorio, ma molto significativi come i nuraghi Cugui e Cancedda, e le tombe di giganti di capo Pecora e Bruncu Espis. La conquista punica fu essenzialmente strategica e commerciale limitata ad alcuni insediamenti costieri, mentre è solo con i romani che il territorio viene intensamente popolato. Del periodo imperiale ci rimangono i superbi resti di ville romane con pavimenti mosaicati (s’Angiarxa e sa Tribuna), e nella penisola della Frasca i resti di un tempio che a lungo è stato considerato il tempio del Sardus Pater poi riconosciuto in Antas. Le invasioni barbariche portarono morte e desolazione, ma ricalcando gli insediamenti romani sopravissero piccoli centri nell’alto medioevo e nel primo periodo giudicale. Una dozzina tra domus, cortes e donicallas, punteggiavano il territorio, le più note delle quali erano Bidda Zei, Bidda Sciatta, Sant’Adi, Donigalla. Fatta giustizia storica su una inesistente Curatoria di Colostrai con capoluogo Arbus, confusa col territorio del Sarrabus, amministrativamente l’arburese era inserito nella curatoria di Bonorzuli, mentre dal punto di vista religioso faceva capo alla diocesi di Terralba. Lo studioso locale Vaquer nel XIX secolo scrisse che Arbus esisteva già nel 1320, ma non porta documenti a sostegno di quanto afferma. Il villaggio non figura nelle Rationes Decimarum Sardiniae, tra quelli che versavano le decime alla chiesa negli anni 1341 – 1350, al contrario di Sardara, Pabillonis, San Gavino, Gonnos e Guspini. Neppure è presente tra i paesi che mandarono i loro rappresentanti a sottoscrivere gli accordi di pace del 1388, tra Eleonora d’Arborea e il re d’Aragona Giovanni I. Con l’arrivo dei catalano-aragonesi il territorio Arburese fu inserito nella encontrada Parte Montis che aveva centri principali in Gonnostramatza e Mogoro (contrariamente a quanto affermano molti studiosi che dicono facesse parte del Monreale). Probabilmente l’arburese fu amministrato direttamente dalla Corona nei primi decenni del XV secolo, per essere poi infeudato a diversi signori iberici come furono Guglielmo de Montcada, Simone Royg e Pietro Besalù, finchè attorno al 1477 entrò a far parte delle conquiste di Dalmazzo Carros, e inserito nella contea di Quirra. Quanto alla nascita di Arbus, rimane avvolto nella nebbia la data precisa di fondazione, che verosimilmente potrebbe porsi attorno alla metà del ‘400, o per impulso dei ...
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